Trattoria "La Tagliola"

Il carbone

Bagnoli - Arcidosso (GR)  Tel.  0564/967351-966360

  [ Home page - Dove siamo - La cantina - Il locale ]

La carbonaia

E' un mestiere antico quello del carbonaio, alternativo a quello del contadino. Molto praticato tra la metà del 700 e dell'800. Ed ancora in uso nei primi decenni del secolo scorso.Un procedimento che richiedeva parecchi giorni di lavoro alla fine del quale si otteneva il carbone.

Antica stampa che rappresenta una Carbonaia.  Immagine tratta da una vecchia enciclopedia.

 

Ma cos'era una Carbonaia? Non era altro che una grossa catasta di legna di forma conica che veniva fatta ardere in carenza d'ossigeno. Questa legna combusta diventava così carbone.

 

Come si procedeva per costruire una Carbonaia?

Prima di tutto si sceglieva un punto pianeggiante, preferibilmente del bosco, poichè in quella zona si poteva raccogliere la legna e portarla nel punto stabilito con minor dispendio di fatica. Lì si creava un spiazzo del diametro di 9-10 metri. Nella parte centrale dello spiazzo si conficcavano verticalmente quattro pali distanziati tra loro come se fossero posti agli spigoli di un quadrato, questa struttura, chiamata "rocchetta", avrebbe costituito il camino centrale della carbonaia. All'interno della struttura centrale venivano collocati tronchi di legna corti disposti orizzontalmente a due a due ed incrociati tra loro. Attorno alla parte centrale venivano accatastati i tronchi di legna più grandi.

Vecchia foto di carbonai.
L'accumulo dei tronchi che vedete nella foto qui a destra veniva poi ricoperto da tre giri di "zolle" alla base, uno strato di foglie con sopra terra fino alla sommità.Le foglie impedivano che la terra filtrasse tra il legname compromettendone la combustione. 

A questo punto, dopo un gesto propiziatore(disegno di una croce sulla carbonaia), si da' fuoco a dei rami secchi posti sulla sommità della carbonaia, in corrispondenza del camino centrale. Il fuoco in questo modo scende dall'alto verso il basso molto lentamente, questo grazie alla copertura di terra esterna che diminuisce l'apporto di ossigeno necessario alla combustione. Una volta accesa, la carbonaia aveva bisogno di continue cure: occorreva continuare ad alimentare il fuoco e controllare che la combustione non avvenisse troppo velocemente (nel qual caso la legna si sarebbe completamente trasformata in cenere) e neppure troppo lentamente (si sarebbe corso il rischio che si spegnesse). Normalmente la sua alimentazione avveniva quattro volte al giorno: mattina, pomeriggio, sera e di notte. Man mano che il fuoco scendeva verso il basso con dei tronchi appuntiti si praticavano dei fori sulle pareti della carbonaia per regolare il flusso di ossigeno che alimentava la combustione.

Come si presenta la carbonaia alla fine della combustione.

Ma quanto durava questo procedimento?

La durata era variabile dagli 8 ai 20 giorni, a seconda del quantitativo di legna impiegato (dai 50 ai 100 quintali di legna). Un lavoro duro che richiedeva la continua presenza degli uomini per tutta la durata di questo processo, giorno e notte.  A seconda della colorazione del fumo che usciva dal camino i carbonai sapevano riconoscere quando la combustione si approssimava alla fine. Giunti a questo punto veniva lasciata spegnere. Una volta spenta veniva aperto un varco su un lato della carbonaia ed il carbone così ottenuto steso al suolo in attesa che si raffreddasse definitivamente. Anche questa fase necessitava di controllo in quanto si stava attenti che il carbone non ricominciasse ad ardere

Ultima fase del lavoro, la più faticosa,  raccolta del carbone.

Il mestiere del carbonaio.

Un lavoro duro, impegnativo ed anche rischioso era quello del carbonaio, le carbonaie richiedevano un continuo controllo giorno e notte, quindi i carbonai erano costretti a dormire sul posto, spesso all'aperto tutti i giorni, finchè la carbonaia era spenta. Pericolosi erano specialmente i momenti in  cui bisognava alimentare la carbonaia: questo implicava che un uomo doveva salire fino alla sommità del camino centrale per aggiungere legna al fuoco, proprio in corrispondenza della fornace principale. Una leggenda racconta che una volta, un operaio durante la fase di alimentazione, cadde all'interno della carbonaia. I suoi compagni si prodigarono per salvarlo ma, una volta aperta la carbonaia l'uomo non venne più ritrovato. Una volta terminato il lavoro il carbone veniva trasportato a valle con i muli o con la sola forza delle proprie gambe.